Pappa fatta in casa, oppure crocchette o, infine, una gustosissima scatoletta?

Di fronte all’eterno dilemma che ha certamente vissuto ogni proprietario di cane,
proponiamo una guida ragionata all’alimentazione, cominciando con i pro e i contro del cibo secco.
Di Lorena Quarta
ABBIANO GIÀ AVUTO MODO DI DIRE CHE L’ALIMENTAZIONE del cane, come di tutti gli animali domestici, si è evoluta notevolmente nell’arco di pochi anni; questo, soprattutto, grazie alle campagne di sensibilizzazione e pubblicitarie che hanno di fatto reso dl proprietario di un cane più responsabile nei confronti dell’alimentazione del suo animale. Il concetto di alimentare un cane, dunque, si è trasformato: non ci si limita più a dargli quel che capita (avanzi di cucina) per riempirgli lo stomaco, ora si cerca di fornirgli tutti gli elementi nutritivi che sono per lui indispensabili in quel particolare momento della sua vita (impiego a caccia, gestazione, crescita). Questi elementi nutritivi (proteine, grassi, fibre, sali minerali), pur essendo gli stessi per ogni cane, devono essere forniti in quantità diverse a seconda della sua età e della sua attività.
Alimentare adeguatamente e razionalmente un animale, inoltre, significa mettere una seria ipoteca sulla sua salute: molte patologie possono essere la diretta conseguenza di squilibri nutrizionali, mentre altre possono essere risolte con un opportuno regime alimentare. Fin dalla più tenera età, infatti, l’alimentazione assume un ruolo fondamentale per mantenere il cane in buone condizioni:
un corretto sviluppo scheletrico, un mantello folto e lucente, buone prestazioni a caccia come in gara sono prerogative del cane ben nutrito. La presenza nella dieta di lipidi, particolarmente di acidi grassi insaturi, permette di mantenere il pelo in buone condizioni, lucido e forte, mentre uno dei primi sintomi di una dieta carente di lipidi (tipica del cane alimentato solo con riso e carne) è un pelo opaco e di brutto aspetto.
Altro esempio: un’armoniosa crescita dell’apparato scheletrico dipende strettamente da un corretto apporto di calcio e fosforo, ma corretto non vuoi dire esagerato, quindi, nel caso di zuppa fatta in casa, non è facile valutare il giusto apporto di integratore vitaminico-minerale da aggiungere alla dieta. E allora, che fare?
ESISTONO DELLE REGOLE GENERALI CHE OGNI proprietario di cane dovrebbe seguire: non aggiungere mai integratori ad alimenti già completi, che sono già opportunamente integrati, non fornire un’alimentazione eccessiva ed evitare di somministrare i cosiddetti avanzi dei pasti, ricordando che gli alimenti che vanno bene per noi non sono indicati per loro. Pasta e riso avanzati, ad esempio, sono spesso dati al cane e peraltro, essendo conditi con salsine appetitose, sono molto graditi: il cane, però, digerisce solo amidi ben cotti, quindi la nostra pasta o il nostro riso al dente possono non essere da lui ben digeriti. Ricorrere a un’alimentazione di tipo secco porta invece molti vantaggi, anche se, ovviamente, il padrone deve mettere nel conto una spesa quotidiana. Questa spesa, comunque, è meno alta di quel che si potrebbe pensare: tenendo conto che il peso di un cane da caccia si aggira sui 30-40 chilogrammi, le tabelle consigliano la somministrazione di 300-500 grammi di alimento secco, contro i 900-1300 grammi di alimento umido; quest’ultimo, tra l’altro, è in commercio sotto forma di lattine dai 400 grammi al chilogrammo, mentre l’alimento secco si trova anche in confezioni da 15-20 chili, permettendo un notevole risparmio. I conti sono presto fatti: l’umido ha un costo che si aggira sulle 2,5-3,5 € al chilo, il secco ha un costo variabile, dalle 5 € per una confezione di mezzo chilo alle 3 € per una da 15 chili. La differenza di quantità da somministrare tra il secco e l’umido è data soprattutto dalla diversa percentuale d’acqua contenuta: solo il 10% nel secco, oltre 1’ 80% nell’umido. Le sostanze nutritive non sono contenute nell’acqua, ma nella frazione secca, quindi si deduce che un alimento secco, a parità di quantità, è in media 4 volte più nutriente di un umido.
Il cibo secco, inoltre, si presenta in crocchette e questo permette di alimentare il cane (purché già adulto) in libertà, riempiendo la ciotola al mattino e lasciandogliela fino a sera: il secco non attira insetti, non si guasta anche nelle giornate più calde, può anche essere dimenticato in ciotola fino al giorno successivo. Avendo un potere nutritivo molto elevato, il cane sembrerà mangiare meno, solo apparentemente però, perché nelle crocchette che mangerà troverà tutto quello di cui ha bisogno. La particolare formulazione in crocchette offre un altro vantaggio non indifferente: il cane è obbligato a masticare mantenendo perciò una dentatura forte e robusta, inoltre la modesta azione abrasiva esercitata dalla singola crocchetta è utilissima nei confronti del tartaro. Il cibo secco, contrariamente a quel che si può pensare, è di ottima appetibilità: grazie alle tecniche più sofisticate, ogni crocchetta viene ricoperta da un sottile strato di grasso e di aromi che permette di ricreare il gusto degli ossi, risultando ottimamente appetita dal cane. La particolare struttura della crocchetta risveglia nel cane il suo istinto di carnivoro cacciatore che la vita accanto all’uomo ha ormai sopito: la consistenza dura ricorda la sua alimentazione a base di ossi, che una volta rosicchiava con gusto fino a raggiungere il gustosissimo midollo. Rispetto all’alimentazione di tipo casalingo, l’alimentazione secca ha il vantaggio di essere già integrata: la cottura dei cibi a casa comporta la perdita di molte vitamine che comunque non vengono reintegrate, mentre nella preparazione dell’alimento secco le perdite di alcuni principi nutritivi sono opportunamente compensate, in modo che nella confezione ci sia davvero quel che serve all’animale. Al proprietario che sceglie di alimentare il suo cane con cibi secchi preconfezionati non viene chiesto altro che di basarsi sulle tabelle poste sulle confezioni per fornire la giusta quantità, e di scegliere anche l’alimento più adatto per il suo cane. Le più grandi aziende di pet-food offrono alimenti secchi davvero per ogni esigenza, per cuccioli, per cani da lavoro, per cagne in fase riproduttiva, per cani anziani, per quelli sovrappeso. L’unico inconveniente che può derivare quando si passi a una alimentazione con cibi secchi è un possibile digiuno: se il cane è abituato a una dieta umida non si può fargli trovare di colpo nella ciotola solo crocchette. L’animale va abituato gradatamente, facendogli seguire per qualche giorno un’alimentazione di tipo misto: nel giro di pochi giorni dovrebbe abituarsi al nuovo regime alimentare. Gli alimenti secchi negli Stati Uniti rappresentano quasi il 70% di tutti i cibi per cani venduti, da noi solo il 20% dei cani è alimentato con cibi secchi. La zuppa fatta in casa, da noi, è dura a morire...
Diana 13-03-1997